L’azienda agricola

L’anima agreste di Maso Zambo

Con un’estensione di 2 ettari e mezzo (in parte boschiva, per il resto a pascolo), Maso Zambo è prima d’ogni altra cosa una vera azienda agricola. Già da prima che venisse acquistata dallo Zambo era la casa di campagna di un caro amico di famiglia, che qui ci teneva degli animali e ci curava l’orto.

Maso Zambo nasce così: da un’anima campagnola di cui manteniamo alto il pedigree.

Nella primavera del 2014, il primo orto della nuova gestione: un’invasione di zucchine trombette e mirtilli fu il battesimo di quel primo anno. L’orto, col tempo, è cresciuto significativamente grazie alla costruzione della serra e dei terrazzamenti con terre armate.

Dal 2015 abbiamo diversificato gli animali e aumentato il numero di capi: dopo Martina, l’asina decana (classe 1996), nel 2016 è nata Simona.

Poi, è stata la volta di Heidi, la prima delle capre “camosciate” che oggi sono diventate un vero e proprio gregge. Con l’arrivo di galline ovaiole, anatre, oche, api, in breve la nostra dotazione ha preso sempre più corpo. È l’arca di Maso Zambo.

Camminare la terra

La terra è l’elemento primario da cui tutto è nato. È stato proprio lo Zambo, per primo, a farsi affascinare dalla sua forza. E a farsi tornare in mente, prepotente, l’espressione di Luigi Veronelli che “camminava la terra”.

Lo Zambo, nelle vacanze da ragazzino, di terra se n’è mangiata parecchia: in forma di polvere nel campetto dell’oratorio di Barzio, a pochi chilometri da qui; quella del giardino di casa, sempre a Barzio, dove la sua famiglia villeggia da generazioni.

E ora, dopo la pausa milanese, la riscoperta della terra qui a Maso Zambo. Nel calpestarla su e giù tra le mille attività da contadino. Nell’odore che sprigiona al passaggio di un animale selvatico. Nel profumo di funghi e sottobosco. Nella potenza primigenia che trasforma un seme in una pianta carica di frutti. Nel senso delle stagioni attraverso la colorazione del prato, o nell’esplosione di verde clorofilla quando concimi col letame. Nel silenzio ovattato se ricoperta di neve.

Tutto questo è “camminare la terra”: una definizione onomatopeica che restituisce il rapporto tra uomo e ambiente, una pratica che sa di vita e di forza primordiale della natura. Al Maso, potrai camminarla anche tu.